Il governo rottama la tutela

Beppe Severgnini sul Corriere della Sera spiega molto bene i problemi che derivano dalla proposta del governo che vorrebbe eliminare le verifiche sui trasferimenti immobiliari e la costituzione di società:
"Ma i notai servono. Sono pubblici ufficiali, quindi figure terze.  Sono professionisti preparati. Il sigillo, nel Paese del Pressapoco, è una garanzia.
Compravendite, donazioni e successioni – i passaggi più delicati della nostra vita patrimoniale – sono in mani sicure.
I Paesi dove il notariato non esiste – Regno Unito, ad esempio – hanno un’amministrazione efficiente e tribunali spicci.

Infilare le controversie immobiliari nell’imbuto giudiziario italiano? Auguri.
Non solo.
Aggirando il notaio aumenta il rischio di frodi identitarie (è  già accaduto dopo l’esclusione delle volture delle autovetture) e di confusione ipotecaria: una concausa della crisi dei mutui americani, e sappiamo quanto ci è costata.
Rischieremo truffe per vendite di beni non di proprietà del venditore, e riciclaggio di denaro attraverso la costituzione di società con capitale inferiore a €20.000.
Chi può, perciò, ricorrerà ancora al notaio; chi non può, andrà altrove. Due Italie anche qui: come se non ce ne fossero abbastanza."

http://italians.corriere.it/2015/02/26/i-notai-non-sono-simpatici-a-tutti/